In questo articolo, noi di Studio LARS parleremo molto dettagliatamente del saturimetro, chiamato anche pulsossimetro; uno strumento medico che misura la quantità di ossigeno presente nel sangue, espressa come percentuale di saturazione di ossigeno (SpO2).

Questo valore è importante per monitorare la funzionalità dei polmoni e la capacità del corpo di assorbire l’ossigeno dall’aria inalata. Ma non è tutto, in quanto tale strumento, parallelamente, misura la frequenza cardiaca. Fatte queste doverose premesse, entriamo più nello specifico.

La funzione del saturimetro

Per saturazione dell’ossigeno si intende la quantità di emoglobina satura presente nel sangue rispetto alla quantità totale. La misura della saturazione di ossigeno è importante per valutare la funzionalità dei polmoni e prevenire possibili problemi respiratori (es. un valore di saturazione di ossigeno inferiore al 94% può indicare una condizione di ipossia, che può richiedere interventi medici urgenti).  Conoscendo la saturazione, possiamo stimare indirettamente se i polmoni stanno assumendo dall’aria la corretta quantità di ossigeno, necessaria per tutto il nostro organismo .

Viene utilizzato spesso per individuare disfunzioni respiratorie  o come monitoraggio nei pazienti affetti da malattie delle vie respiratorie, come la BPCO, nei fumatori e nei soggetti esposti a inquinamento ambientale o sul luogo di lavoro.

Costituzione del saturimetro

Il principio di funzionamento della pulsossimetria è molto semplice: una sonda genera fasci di luce nel campo del rosso e dell’infrarosso, questi fasci attraversano la cute, i tessuti, la circolazione sanguigna (arteriosa e venosa) del paziente per poi arrivare ad una fotocellula. Conoscendo infine le quantità della luce (iniziale e finale) e prendendo in considerazione solo la componente pulsatile (sangue arterioso), l’apparecchiatura è in grado di calcolare SaO2 e il numero delle pulsazioni cardiache.

Modalità di utilizzo del saturimetro

Il saturimetro, applicato alla falange del paziente, i ci mostrerà due valori:

  1. la quantità in percentuale di emoglobina “legata” (presumibilmente all’ossigeno) che, in un soggetto in salute, nel range 97%-99% sono considerati normali , compresi tra 91% e 94% indicano ipossia (carenza d’ossigeno) lieve, tra 86% e 90% indicano un’ipossia moderata, uguali o inferiori all’85% indicano un’ipossia grave,
  2. la frequenza cardiaca, ovvero la velocità con cui batte il cuore

Più nello specifico, noi di Studio LARS vi spieghiamo come utilizzare il saturimetro:

  • è sufficiente appoggiare il dito all’interno dell’apposita apertura del dispositivo, premendo le due estremità
  • successivamente, per azionare il saturimetro da dito, sarà necessario schiacciare il pulsante di avvio in modo da dare inizio alla rilevazione
  •  per avere una più precisa idea dei valori di ossigenazione, si consiglia di provare su dita diverse
  • prima della misurazione, occorre lavarsi accuratamente le mani con acqua calda , affinché la temperatura del dito aumenti ed evitando rilevazioni errate
  • è consigliato rimuovere lo smalto dalle unghie, in quanto esso altera la lettura degli infrarossi
  •  è consigliato tagliare le unghie troppo lunghe

Limiti dell’uso del saturimetro

Noi di Studio LARS precisiamo che in alcuni casi la saturazione può risultare errata. Questo può accadere per:

  • uno stato di agitazione o eccessivo movimento del soggetto
  • smalto sulle unghie
  •  vasocostrizione, che si verifica quando il flusso sanguigno non fluisce correttamente (es. quando le mani sono troppo fredde)
  •  intossicazione da gas  o ambientale
  • ipotensione
  • ipotermia, con temperatura corporea al di sotto dei 35 ° C.

 

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