Caldo sul lavoro nel Lazio: cosa prevedono le ordinanze regionali del 2026

Le temperature elevate non rappresentano soltanto una condizione di disagio.

Quando il lavoro viene svolto sotto il sole, in ambienti non climatizzati o durante attività fisicamente impegnative, il caldo può provocare disidratazione, perdita di concentrazione, malori, stress termico e colpi di calore. Può inoltre aumentare il rischio di errori e infortuni durante l’utilizzo di macchinari, veicoli e attrezzature.

Per rafforzare la tutela dei lavoratori maggiormente esposti, la Regione Lazio ha adottato l’Ordinanza n. Z00001 del 22 maggio 2026, successivamente integrata dall’Ordinanza n. Z00003 del 14 luglio 2026.

Noi di Studio LARS approfondiremo quando scatta il divieto di lavoro nelle ore più calde, quali attività sono coinvolte e cosa devono fare concretamente i Datori di Lavoro.

Quando è vietato lavorare nelle ore più calde

Fino al 15 settembre 2026, su tutto il territorio della Regione Lazio, è vietato il lavoro in condizioni di esposizione prolungata al sole dalle ore 12:30 alle ore 16:00.

Il divieto, tuttavia, non si applica automaticamente durante tutte le giornate estive.

Lo stop scatta soltanto nei giorni e nelle aree in cui la mappa Worklimate dedicata ai “lavoratori esposti al sole con attività fisica intensa”, con riferimento alle ore 12:00, segnala un livello di rischio ALTO

Il Datore di Lavoro deve quindi verificare le previsioni relative alla zona nella quale viene svolta l’attività e organizzare preventivamente turni, lavorazioni e pause.

Una generica consultazione delle normali previsioni meteorologiche non è sufficiente. Il riferimento indicato dall’ordinanza è la specifica mappa Worklimate, costruita per stimare il rischio occupazionale da caldo. 

Quali settori sono interessati

Il divieto riguarda le attività svolte all’aperto, in condizioni di esposizione prolungata al sole, nei seguenti ambiti:

  • agricoltura e florovivaismo;
  • manutenzione delle aree verdi;
  • cantieri edili e attività affini;
  • cantieri stradali di manutenzione;
  • attività di verifica dei ponti;
  • sfalcio dell’erba sulle banchine;
  • cave e relative pertinenze esterne;
  • logistica di piazzale;
  • consegna di beni per conto altrui in ambito urbano, quando effettuata con biciclette, velocipedi o veicoli a motore a due ruote.

L’integrazione del 14 luglio 2026 ha quindi specificato meglio alcune lavorazioni che potevano generare dubbi interpretativi, includendo espressamente la manutenzione del verde, i lavori stradali, la verifica dei ponti e lo sfalcio dell’erba.

Le esclusioni per gli interventi non differibili

Il divieto non si applica alle Pubbliche Amministrazioni, ai concessionari di pubblici servizi e ai loro appaltatori quando devono eseguire interventi non differibili di pubblica utilità, protezione civile o salvaguardia della pubblica incolumità.

Questa esclusione non significa, però, che tali attività possano essere svolte senza alcuna precauzione.

Il Datore di Lavoro deve comunque adottare misure organizzative e operative idonee a ridurre il rischio da alte temperature a un livello accettabile, sulla base della valutazione prevista dal D.Lgs. 81/2008.

Il divieto regionale non sostituisce la valutazione dei rischi

Lo stop previsto dall’ordinanza rappresenta una misura straordinaria, ma non esaurisce gli obblighi dell’azienda.

Ai sensi del D.Lgs. 81/2008, il Datore di Lavoro deve valutare tutti i rischi per la salute e la sicurezza, compresi quelli legati al microclima e alla radiazione solare. Quando l’attività espone i lavoratori al caldo, il rischio deve quindi essere adeguatamente considerato nel Documento di Valutazione dei Rischi e tradotto in specifiche misure di prevenzione e protezione.

L’obbligo non riguarda soltanto i settori inclusi nell’ordinanza.

Il rischio da calore può essere presente anche in magazzini, officine, cucine, serre, capannoni, lavanderie industriali, reparti produttivi e altri ambienti chiusi non climatizzati o influenzati dalle temperature esterne. Le linee di indirizzo precisano infatti che il calore può rappresentare un rischio anche negli ambienti indoor.

Nei cantieri, il rischio da stress termico deve inoltre essere affrontato nella documentazione di sicurezza applicabile, compresi il Piano di Sicurezza e Coordinamento e il Piano Operativo di Sicurezza. Per le lavorazioni in appalto può essere necessario integrare anche il Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze.

Cosa devono verificare le aziende

Il semplice spostamento dell’orario di lavoro non è sempre sufficiente.

L’azienda deve predisporre un sistema organizzato che permetta di prevenire il rischio prima che si verifichi un malore.

Tra gli aspetti da verificare rientrano:

  • presenza del rischio da calore nel DVR;
  • consultazione quotidiana delle mappe previsionali;
  • rimodulazione degli orari e dei turni;
  • anticipazione o posticipo delle lavorazioni più pesanti;
  • rotazione del personale;
  • disponibilità di aree ombreggiate, fresche o climatizzate;
  • pause di recupero adeguate;
  • disponibilità costante di acqua fresca;
  • abbigliamento e dispositivi di protezione compatibili con il rischio;
  • formazione dei lavoratori e dei preposti;
  • procedure per la gestione dei malori;
  • coinvolgimento del Medico Competente e del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza. 

Le misure devono essere effettivamente applicate, non soltanto riportate nella documentazione aziendale.

Il ruolo del RSPP e del preposto

Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione deve supportare il Datore di Lavoro nell’individuazione dei pericoli, nella valutazione del rischio e nella definizione delle misure tecniche e organizzative.

È inoltre opportuno individuare una persona presente sul luogo di lavoro, che può coincidere con il preposto, incaricata di controllare le condizioni meteoclimatiche e di attivare le misure previste dall’azienda. Questa persona deve conoscere gli strumenti di previsione e i principali indicatori dello stress termico.

Il preposto deve prestare particolare attenzione ai cambiamenti improvvisi nelle condizioni dei lavoratori, evitando che una persona con sintomi di malessere continui a svolgere attività pesanti o pericolose.

Il ruolo del Medico Competente

Il Medico Competente collabora alla valutazione del rischio e alla definizione delle misure di tutela sanitaria.

Particolare attenzione deve essere riservata ai lavoratori maggiormente vulnerabili, come persone anziane, lavoratrici in gravidanza, soggetti affetti da patologie croniche o lavoratori che assumono farmaci capaci di aumentare la sensibilità allo stress termico. L’ordinanza richiama anche le condizioni di fragilità sociale, linguistica o abitativa che possono rendere più difficile comprendere o applicare correttamente le misure preventive.

Nell’ambito della sorveglianza sanitaria, il Medico Competente può esprimere prescrizioni o limitazioni temporanee connesse all’esposizione al calore e al microclima severo.

Il Datore di Lavoro non deve conoscere la diagnosi del lavoratore, ma deve rispettare il giudizio di idoneità e le eventuali prescrizioni indicate dal medico.

Idratazione, pause e acclimatamento

L’acqua fresca deve essere facilmente disponibile durante l’intero turno lavorativo.

I lavoratori devono essere invitati a bere regolarmente, anche quando non avvertono sete. Le pause devono essere programmate e svolte in zone ombreggiate, fresche o climatizzate, evitando che siano lasciate esclusivamente all’iniziativa del singolo lavoratore.

Un altro elemento fondamentale è l’acclimatamento.

I nuovi assunti, i lavoratori che rientrano dopo un periodo di assenza e coloro che non sono abituati alle alte temperature possono aver bisogno di un incremento graduale dei tempi di esposizione e dell’intensità dell’attività.

È inoltre opportuno evitare, quando possibile, il lavoro solitario, perché la presenza di un collega permette di riconoscere più rapidamente eventuali alterazioni e di attivare i soccorsi.

Come riconoscere lo stress da calore

I lavoratori e i preposti devono essere formati per riconoscere tempestivamente i principali segnali di allarme.

Tra i sintomi che possono indicare una condizione di stress termico rientrano:

  • mal di testa;
  • nausea;
  • vertigini;
  • debolezza improvvisa;
  • sete intensa;
  • crampi;
  • irritabilità;
  • sonnolenza;
  • confusione;
  • sudorazione molto intensa;
  • difficoltà nel proseguire normalmente il lavoro.

Questi segnali non devono essere sottovalutati.

Il lavoratore deve interrompere l’attività, avvisare immediatamente i colleghi o il preposto e raggiungere un luogo fresco e ombreggiato.

Cosa fare in caso di sospetto colpo di calore

Il colpo di calore è un’emergenza sanitaria.

In presenza di alterazione dello stato mentale, perdita di coscienza, cute molto calda, respirazione accelerata o altri sintomi gravi, è necessario chiamare immediatamente il 112 o il 118.

Nell’attesa dei soccorsi, il lavoratore deve essere spostato in un luogo fresco e ombreggiato, alleggerito degli indumenti non necessari e raffreddato con acqua fresca o panni bagnati. Una persona deve rimanere con lui fino all’arrivo dell’assistenza sanitaria.

Le procedure aziendali di primo soccorso devono indicare chiaramente chi contattare, chi presta la prima assistenza e come raggiungere rapidamente il luogo in cui si trova il lavoratore.

Cosa rischia chi non rispetta l’ordinanza

L’Ordinanza n. Z00003 stabilisce che il mancato rispetto degli obblighi comporta le conseguenze sanzionatorie previste dall’articolo 650 del Codice penale, salvo che il fatto costituisca un reato più grave.

Al di là della specifica ordinanza, durante le attività di vigilanza possono essere verificati anche la completezza della valutazione del rischio, l’organizzazione dei turni, le pause, la disponibilità di acqua, la formazione, il coinvolgimento del Medico Competente e le misure previste per i lavoratori più vulnerabili.

Cosa devono fare subito i Datori di Lavoro

Le aziende interessate non dovrebbero attendere la giornata di emergenza per decidere come comportarsi.

È necessario predisporre in anticipo:

  1. una procedura per il monitoraggio quotidiano delle mappe Worklimate;
  2. criteri chiari per sospendere o riorganizzare le attività;
  3. turni alternativi per le giornate a rischio alto;
  4. pause programmate in luoghi adeguati;
  5. acqua fresca e dispositivi di protezione idonei;
  6. una procedura di primo soccorso specifica;
  7. l’informazione dei lavoratori in una lingua per loro comprensibile;
  8. il coordinamento tra Datore di Lavoro, RSPP, preposti, RLS e Medico Competente.

La prevenzione del caldo non può essere affidata all’improvvisazione o alla capacità di resistenza del singolo lavoratore.

L’importanza di una gestione coordinata

Il caldo estremo è un rischio lavorativo e, come ogni altro rischio, deve essere valutato, gestito e monitorato.

Noi di Studio LARS affianchiamo le aziende nella valutazione del rischio da calore, nell’aggiornamento del DVR e della documentazione di sicurezza, nell’organizzazione della sorveglianza sanitaria e nella formazione delle figure responsabili della prevenzione. I servizi dello Studio comprendono, tra gli altri, redazione del DVR e del DUVRI, predisposizione del POS, supporto RSPP e attività organizzative connesse alla sorveglianza sanitaria.

Una procedura predisposta prima dell’emergenza permette di tutelare i lavoratori, garantire la continuità delle attività compatibili e ridurre il rischio di errori, infortuni e contestazioni durante i controlli.

Per rendere la tua azienda più sicura, contattaci.

Compila il modulo o chiamaci se:

Studio LARS si avvale di Medici Competenti per lo svolgimento della sorveglianza sanitaria.

Per scoprire come lavoriamo clicca qui.

MODULO CONTATTI

Compila il modulo per richiedere un preventivo.

VUOI PARLARE CON NOI?
VUOI SCRIVERCI?
DOVE SIAMO?

V.le Palmiro Togliatti,1640
(1° Piano - Int. 13)
00155 Roma

ORARI

• LUN – GIO: 9:00 – 13:00 e 14:00 – 16:00

• VEN: 9:00 – 13:00

• SAB – DOM: chiusi

Per qualsiasi comunicazione dopo le ore 16.00, potete inviarci un’email a info@studiolars.it, sarà nostra premura rispondervi al più presto.

Verrete ricontattati nel minor tempo possibile.

Post suggeriti

Caldo sul lavoro nel Lazio: cosa prevedono le ordinanze regionali del 2026

Caldo sul lavoro nel Lazio: cosa prevedono le ordinanze regionali del 2026

Caldo sul lavoro nel Lazio: cosa prevedono le ordinanze regionali del 2026 Le temperature elevate non rappresentano soltanto una condizione...

by Giovanni Battista CoianteAgosto 1, 2026
Alcol e droghe sul lavoro: cosa cambia con la visita per ragionevole motivo

Alcol e droghe sul lavoro: cosa cambia con la visita per ragionevole motivo

Alcol e droghe sul lavoro: cosa cambia con la visita per ragionevole motivo La presenza di un lavoratore sotto l’effetto...

by Giovanni Battista CoianteLuglio 19, 2026
LAVORO IBRIDO, SMART WORKING E SORVEGLIANZA SANITARIA: COSA DEVE FARE OGGI IL DATORE DI LAVORO

LAVORO IBRIDO, SMART WORKING E SORVEGLIANZA SANITARIA: COSA DEVE FARE OGGI IL DATORE DI LAVORO

Il lavoro agile non è più una soluzione emergenziale, ma una modalità organizzativa strutturata per molte realtà. Questo cambiamento ha...

by Giovanni Battista CoianteMaggio 1, 2026

Pausa estiva

Studio LARS chiude per ferie da lunedì 17 a venerdì 28 agosto: vi aspettiamo a partire da lunedì 31 agosto!